- Ivan A due anni di distanza dalla deludente opera prima "Crazy Clown Time", David Lynch ci riprova. Si discute di blues, di Bob Dylan, di un grande sogno. Dice lui, il cineasta con il cubo di Rubik al posto del cervello: “The blues is an honest and emotional form of music that is thrilling to the soul. I keep coming back to it, because it feels so good” («Il blues è una onesta forma di musica capace di emozionare e di far vibrare l'anima. Io finisco per tornarci sempre, perchè è proprio una gran bella cosa»). Ca viremu...
- Nicola Ehehehe, that's why I love you, mi costringi ad ascoltare qualcosa che non avrei mai pensato di ascoltare.
Perchè?
Perchè odio David Lynch. Odio Mullholland Drive, odio il nonsense spacciato per sense, mi sta sulle balle, lo trovo pretenzioso da morire. Noioso & pretenzioso. Chiaramente, è solo un preconcetto: conosco solo Mullholand Drive. Vorrei vedere Eraserhead, Twin Peaks, capire se davvero non mi piace o se, semplicemente, Mullholland Drive è un qualcosa con il quale non ho connesso (nè connetterò mai: l'ho visto due volte, attentamente - una sonora puttanata).
E quindi questo è un primo passo: I love you. - Ivan guarda che io lo aborro quanto te. Chiedi a Elena cosa ne penso di Velluto Blu. Voglio solo vedere fino a che punto riuscirò a spingere la mia bile...
- Nicola Ok, primi due ascolti: meglio di ciò che mi aspettavo. Una resa claustrofobica e ipnotica del "bluuuuues". Fatico a capirlo, ma VOGLIO capirlo. Conoscendo Lynch, c'è un concept dietro; avrebbe aiutato il concept se non avesse filtrato la voce con merda di cane frammista alla merda di alcune puttane, con il risultato finale che non capisco una fottuta parola di quello che dice. Ma la musica non è per niente male. Da risentire.
- Ivan Allora, dunque, senti, ascoltami. Sono fortemente ma fortemente tentato di scaraventare quest'album dentro "non ce ne frega un cazzo" e amen, fanculo ai grandi sogni, a Lynch e alle sue strabordanti e insostenibili seghe mentali. E' un tranello, un gioco le cui regole sono state decise a tavolino, non ci vedo ispirazione, non percepisco anima, solo un asmatico e stucchevole incubo downbeat che vorrebbe ipnotizzare e invece assopisce. Sì, mi è capitata la stessa identica cosa di quando ho visto Blue Velvet. Io là a ronfare e tutti "OOOhhhh!! Ma che capolavoro!", "OOOhhhh!!! Geniale!". Li ho odiati, primo perchè con quegli spacchio di oooohhhhh! mi hanno svegliato e secondo perchè non hanno saputo rispondere alla mia semplice domanda: "Dite un capolavoro, geniale. Perchè?". Ancora sto aspettando.
- Ivan Ad ogni modo, poichè vorrei fornire all'umanità un parere più rilassato, mi riservo di riascoltarlo. Tuttavia non prima di aver acquistato:
- Nicola Che poi, sul serio, non è brutto. Ha solo degli immotivati punti deboli (sonori, di costruzione, di scelte) che sono stati, come ben dici, studiati a tavolino. Ed hanno un po' sputtanato una collezione di canzoni che non era neanche malaccio. Non di alto livello, e su quello non ci piove. Ma non malaccio. #noncenefrega?
Più che un big dream ammemmepare un BAD dream. - Ivan Così però la mia stima nei tuoi confronti si tramuta in sentimento amoroso! E poichè sono sposato da appena due mesi, sai che disastro...Sì gioia del mio cuore saccarino, diciamocelo al mondo intero che a noi, di Lynch, #noncenefregauncazzo!
- Nicola ma proprio ncazzo, eh. Con così tanta gente che fa musica di qualità sotterrata nell'oscuro baratro del nulla mediatico, la quantità di inchiostro virtuale e non dedicata a questo ciarlatano è veramente troppa. #noncenefregauncazzo.
lunedì 29 luglio 2013
David Lynch - The Big Dream (July 15, 2013, Sacred Bones)
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