- Nicola Esordio per la band che ha portato dal vivo "The Eraser" di Thom Yorke: il medesimo, Flea, Nigel Godrich, Joey Waronker e Mauro Refosco realizzano, sostanzialmente, il passatempo del primo
- Ivan ...passatempo registrato all'anagrafe con l'importante nome di Fela Kuti (1938-1997), eccelso polistrumentista nigeriano inventore del genere musicale afrobeat. Ed è proprio dall'afrobeat (ma non solo) che il supergruppo attinge ritmi e ispirazione per la realizzazione di questo primo album di inediti.
- Ivan Al momento sto cercando di capire dove sta la verità, se nelle stroncature, un tantino ingenerose in verità, di certa critica ("Un passo indietro che si nota soprattutto nella costruzione delle canzoni, che vivono di spigolature fini a sé stesse. Non c'è una melodia che rimanga stampata, né un'architettura del disco chiaramente riconoscibile. Scorrono le nove tracce come schizzi d'autore senza un disegno complessivo, lanciati quasi a buffo. E in tutto il disco si avverte incredibilmente la voglia di Yorke di evadere dalla forma-Radiohead" - ONDAROCK) o nelle acclamazioni, troppo entusiastiche in verità, di cert'altra critica ("Con gli Atoms for peace Yorke ha dimostrato di trovarsi molto più a suo agio con una famiglia di musicisti che lo accompagna sia nella fase creativa che in quella realizzativa, la dimostrazione sta nella qualità nettamente superiore di questo disco rispetto al precedente “The eraser”, che rimane un ottimo album, ma non variegato e profondo come questo “Amok”" - ROCKOL.IT). Sono tentato di collocarmi nel mezzo, almeno per adesso.
- Ivan Dall'intervista di David Fricke a Thom Yorke per Rolling Stone. Dice il buon Thom: "Quando ci siamo visti tutti insieme la prima volta eravamo a casa di Flea. Ci siamo ubriacati, abbiamo giocato a biliardo e abbiamo ascoltato Fela Kuti tutta la notte. Quella era l’idea, perderci in una specie di trance. Ma facendo delle canzoni nostre".
- Ivan Uno sballo programmato insomma, una catarsi creativa per chiudere un cerchio, per rispondere ad una semplice domanda: cosa siamo? Sto cercando di capirlo anch'io perchè non ho ancora ricevuto una risposta da Amok.
- Nicola Personalmente, mi trovo - come spesso accade - dalla parte dei cattivi. Onestamente, Flea, Thom Yorke e Godrich per tirare fuori sta robetta insignificante? Peraltro, sembra il solo Yorke a dettare i ritmi, dato che il contributo di Flea, che in un contesto afrobeat poteva essere veramente interessante, risulta molto evanescente (secondo contributo fallito dopo Rocket juice and the moon con Damon albarn l'anno scorso). Figlio mio, fai un favore al mondo: ricomincia a drogarti.
- Ivan Ok, sto iniziando a farmi n'idea. Quel che percepisco è innanzitutto uno scollamento tra la linea melodica del cantato (che a me garba alquanto) e il tappeto sonoro di matrice afrobeat che Flea, e qui ti do ragione, avrebbe potuto rendere molto ma molTOMENTE(!!) più interessante. Vuoi che il ritmo sincopato delle percussioni contribuisce a claustrofobizzare un po' il tutto, vuoi che manca quello scatto dance invocato da Godrich ("Bisogna tuttavia dare qualcosa che si muova alle persone"), vuoi che un pezzo come "Ingenue" ti lascia l'amaro in bocca per tutte le potenzialità non espresse, per quel ritmo glitch e l'impianto ciclico che ti pervadono senza agganciarti, questo Amok mi sa un tantino insipido mi sa.
E' come se Thom Yorke (consapevolmente?) stesse tenendo per i capelli un progetto tutto sommato evanescente e vissuto all'ombra del suo stesso personaggio. Nonostante Godrich, Flea e gli altri. "A pown unto a queen" = tom yorke unto TOM YORKE?
Per adesso basta perchè mi sta venendo da piangere per la delusione. Ho bisogno d'una boccata d'aria...Tesoooorooooo, dov'ho messo Amnesiac? - Nicola La prima volta che ho ascoltato l'album fu a Febbraio. Vivevo in ostello, a Finsbury Park, in stanza con altre 14 persone. Doccia condivisa con tutto l'ostello. Le ragazze che pulivano lo stanzone venivano alle 9 del mattino, noncuranti di chiunque stesse dormendo, e passavano l'aspirapolvere parlando dei loro cazzi in spagnolo. Nella living room dell'ostello, la notte, due topolini grigi facevano capolino per cercare resti di cibo.
Quando vidi le pubblicità di Amok (ogni nuova uscita importante nel mondo musicale qui viene accolta come una cosa importante, perdio, parliamo della forma d'arte più significativa rimasta al momento), pensai che poteva essere una colonna sonora di questo momento della vita complicato, ma bello nondimeno... e sono stato fottuto.
L'ho ascoltato per diversi dei lunghi viaggi che mi portavano da Finsbury a Kensington High Street, sulla metro, sul bus notturno; nada, nicht, nothing: noia. Mi dico, "vabbè, può capitare, del resto Thom Yorke mica è un alieno, è una persona, mezzo passo falso sarà consentito anche a lui, sangue di Ismaele, o no?"
Torno ad ascoltare Mingus, torno ad ascoltare altre nuove uscite, mi dedico ad altro. Passa il tempo e vedo l'entusiasmo della stampa, vedo l'entusiasmo degli ascoltatori, gli stessi ascoltatori che avevano salutato The King Of Limbs, gioiellino del 2011 con influenze da Remain In Light, con indifferenza e talvolta con astio. E allora m'incazzo, orpo se m'incazzo: perchè si tratta di oggettività, non di gusto, si tratta di un qualcosa di valido che, ancora una volta, viene osteggiato e di qualcosa di vicino alla mediocrità che viene, ancora una volta, osannato.
L'album non è brutto, è semplicemente incompiuto. Ed è incompiuto perchè mancano le canzoni, ci sono delle idee di canzone (neanche particolarmente interessanti, in taluni casi) non portate a compimento. Probabilmente dal vivo il risultato è divertente e piacevole, del resto parliamo di gente coi controcazzi... ma ciò cambia poco il risultato finito al master. - Ivan Tentato di collocarmi nell'esatto punto mediano tra le acclamazioni e le stroncature, comodamente mi ci colloco. Nè infamia, nè lode; nè carne, nè pesce; nè croce, nè delizia. Rimane il rimpianto, quello sì, abbastanza definito.
- Nicola la migliore definizione che ho sentito sinora per quest'album è "anemic". Perfetta, brillante, calzante.
- Ivan certo, però se associ quello stesso aggettivo allo Yorke radioheadiano, ecco che la connotazione spregiativa cambia di segno. Qualcosa non ha funzionato in questo Amok, anche se non capisco cosa.
martedì 23 luglio 2013
Atoms For Peace - Amok (Feb 25, 2013, XL Recording)
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