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venerdì 19 luglio 2013

Black Sabbath - 13 (10 Giugno 2013, Vertigo/Republic)




  • Nicola  atteso da 35 anni, il nuovo dei Sabbath originali (senza però bill ward, che viene tenuto fuori lui dice perchè gli hanno proposto un contratto scandaloso ed offensivo dal punto di vista economico, ozzy, tony e geezer sostengono invece che non fosse più in condizioni di fare il musicista professionista). Segnato dalla malattia di Iommi, che è stato sotto chemio per il cancro, i tre di Birmingham fanno ciò che per ragioni di liti tra avvocati non era stato fatto nel 2001: fare un nuovo cazzo di album dopo una vita. Alla batteria, il tipo dei Rage Against The Machine.

  • Ivan  al momento sono un po' perplesso in verità. Tipo questo, è un bel pezzo, è un pezzo così così, è un pezzo inutile? Un pochetto stanco lo è di sicuro.

    www.youtube.com
    13 is the upcoming nineteenth studio album by the British heavy metal band Black...Visualizza altro

  • Nicola  Io ho adorato l'album. Non è un capolavoro, di sicuro. Ma un ottimo album secondo me. Dieci pezzi di metal moderno senza essere ggggiovane, dato che, del resto, sono vecchierelli. Ozzy che arriva dove può arrivare senza provare umilianti voli che avrebbero comportato uno schianto dal vivo. Tony, malatizzo e chemioterapico, sforna dieci riff schiacciasassi. Geezer, sempre più bravo, fa ciò che faceva ai tempi d'oro. Molto, molto contento da un punto di vista personale: temevo un buco nell'acqua, mi sono trovato un bell'album da ascoltare. Ovviamente, sono un supermegaiperstrafan, e i primi 6 album dei sabbath per me sono tra i primi 6 migliori dischi della storia, quindi non so fino a che punto faccio testo 

  • Ivan  Il testo che fai tu è sacrosantissimo, nonostante l’ammore, nonostante tutto. Perché è impossibile negare che il prodotto sia di buona, buonissima fattura. Perché Ozzy, l’odiato/amato/incompreso/acciaccato Ozzy, è un professionista con le controballe. Si vede e si sente; poi non credo che avrebbe accettato di pubblicare un nuovo album a tale siderale distanza dall’ultima fatica col gruppo al (quasi) completo, se non fosse stato sicuro del fatto suo. Ho visto sul tubo l’interpretazione di End of the Beginning: lui è spaventevole come un tempo, nonostante l’età; e come hai giustamente sottolineato tu, si mantiene sul limitare dell’eccesso (perché eccessivo lo è sempre, ineluttabilmente). Gli altri “ragazzi” suonano che è un sollazzo ascoltarli e Tony Iommi, nello specifico, meriterebbe un monumentale monumento agli eroi della musica. 
    Mi pongo solo una domanda: come si riesce a fare i cazzoni satanici dopo i 60 anni?


  • Ivan  Ti racconto un aneddoto. E' successo sabato scorso nella pizzeria dove lavoro: entra, intorno a mezzanotte (e l'orario non è affatto casuale, scoprirai il perchè), una famigliola da tre membri composta: padre, madre e figlia (di 8 anni circa). La sala, data l'ora, è plausibilmente vuota, rimane qualche tavolo da sparecchiare, qualcuno che ancora si attarda a scambiare qualche parola, noi camerieri alle prese con i lavori di fine serata. Mi avvicino ai tre e gli offro di scegliere un tavolo di loro gradimento. La madre e il padre non tentennano molto e mi indicano il tavolo 14. Inizio a sentire un lieve mormorio, è la bambina: "Papà, voglio il 13, miiiii...dai dai, il 13!!". Mi impietrisco, guardo la bambina e la scopro visibilmente triste, poi un po' irritata, infine incattivita proprio ("Mammaaaaaa, volevo il tavolo 13, uffaaaaaa...Il tredici, tredici, TREDICI!").
    E' a questo punto che interviene il padre, piuttosto imbarazzato: "La perdoni, ci accomodiamo qui, non si preoccupi. Ci porterebbe dell'acqua naturale per piacere?".

    "Ce-certo signor Blec Sabba!".

  • Ivan  Chissà se quella bambina tra qualche anno comprerà questo disco e chissà se capirà che si tratta soltanto di una punta d'iceberg, di un momento di felice rigurgito heavy le cui origini risalgono a tantissimo tempo fa. Dovessi incontrarla un'altra volta le racconterei di quando l'heavy metal non esisteva ancora e di quei quattro squinternati ragazzi inglesi che decisero di diventare una delle band più prestigiose della storia (dentro e fuori il metal). Le direi che non c'ero nemmeno io nel 1970 quando uscì uno dei loro capolavori, Paranoid; ma che lo stesso me ne giunse l'eco, potente e ineluttabile, agli inizi degli anni '90. Potrei rassicurarla che questo "13" è un bell'album sì, ma che c'è tanto di meglio da cui attingere. Spiegarle che i veri Black Sabbath non sono questi di Ozzy sempre più macchietta di sè stesso (oh, è così!) e di Tony che deve dividersi tra sala prove e centri oncologici; i veri Sabbath, le direi, sono nei libri di storia e quest'album, dignitosissimo, non è più che un opuscoletto integrativo.

  • Nicola  Non la vedo così (azzo meno male che hai ricommentato, avevo letto il commento sul bus e mi scuddai di aggiungere il mio commento!). Io lo vedo come un ultimo sussulto, un sussulto reale, di persone che ormai non sono padrone della loro vita (nessuno di loro ha problemi con l'altro da almeno un decennio, ma non hanno potuto collaborare principalmente perchè i rispettivi avvocati si odiano), un sussulto che si ricollega in tante cose al debutto. E invece di scegliere di fare una caricatura, una cialtronata in stile U2 (o l'ultimo R.e.m. ) hanno attinto al passato ma rimanendo ciò che sono ora, e la conclusione, quella pioggia che è la stessa del primo pezzo del primo album (Black Sabbath su Black Sabbath, 1970) chiude idealmente il cerchio, e lo chiude molto bene. Non sentivo un pezzo metal come "Damaged Soul" da molto, molto tempo. Mi hanno reso felice, chettedevodi? 
    Quanto alla vecchiezza, allo pseudosatanismo immaginifico che hanno sempre sbandierato (ma mai praticato, si fecero fare delle croci di ferro dal padre di Tony; e se ascolti i testi di Master of Reality, nello specifico di "Lord Of This World" c'è anche della morale cattolica per niente retorica), ricorda sempre come è nata l'idea dei Black Sabbath: andarono a vedere un film dell'orrore e Ozzy pensò: "se la gente paga per farsi spaventare con un film, potremmo farla pagare per spaventarla con la musica!"
    L'idea è quella che, di fatto, ha dato luce all'heavy metal, altro che Blue Cheer, altro che Link Wray. Così come un vecchio regista dell'orrore continuerebbe a far film dell'orrore nonostante la vecchiezza, così i tre di Birmingham continuano a fare la musica dell'orrore. Chiaramente, sono vecchietti e l'impatto non sarà mai il medesimo. Chiaramente, ciò che è stato è talmente qualitativamente alto che è quasi impossibile ripeterlo. Ma io ti dico che sono sinceramente molto soddisfatto, e generalmente sono molto severo con i miei idoli o ex tali (ciao Billy Corgan, come va? Nuovo album di merda nevvero?); avevo aspettative alte, e, forse per la prima volta con una reunion, non sono state deluse. Molto più deludente, per me, l'elogiatissimo ritorno dei Van Halen dell'anno scorso.

  • Ivan  Abbiamo visioni diverse (vivaddio!) ma non voglio che passi un messaggio fuorviante: i Black Sabbath hanno realizzato un album BELLO, un egregio ultimo sussulto, misurato, stradecente. Hanno dimostrato molta più professionalità e molto più pudore di altri gruppi (hai citato tu stesso gli U2, i R.E.M. e quell'altresì mio ex idolo Billy Corgan mannaggia a lui e a tutta la sua settima generazione! Per non guardare in casa propria: Litfibaaa, tornate insieeemeeee. Ma qui ci ritorneremo, spero). Solo credo che quest'album, e questo è il mio opinabile punto di vista, nulla aggiunga e nulla tolga alla loro inimitabile carriera. Immagino che per loro abbia significato molto tuttavia. A livello personale intendo: il cerchio che si chiude, l'età che ci insulta e noi ancora qui come ai vecchi tempi, facciamo vedere a questi marmocchi come si suona il metal ecc. ecc..

  • Ivan  detto questo lo rimetto sù che ultimamente ho ascoltato troppe merdate...

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