sabato 13 luglio 2013

Daft Punk: Random Access Memories (May 17, 2013, Columbia/Daft Life)





  • Ivan Sono alla seconda traccia ("The game of love"): mi sembra di quella musica che ascolti in sottofondo all'interno di un negozio di scarpe mentre provi un paio di Nike.


  • Nicola Secondo me "Get Lucky" è il pezzo pop più bello degli ultimi dieci anni... mi sta perforando il cervello da un mesetto o più
    http://www.youtube.com/watch?v=5NV6Rdv1a3I


  • Ivan ci devo ancora arrivare, per il momento scorre "Within". Raffinato senz'altro, ipnotico a momenti, pezzo senza infamzzzzzzzzzz...zzzzzzzzz......zzzzzzzzzzz

  • Nicola "Raffinato" è l'aggettivo perfetto. Mpoco monotono a tratti, a virità

  • Ivan  ok, "Instant crush" mi ha svegliato, groovizziamoci un po' e vediamo se possiamo arrivare alla fine, o quanto meno al pezzo che dici ("Get Lucky") con almeno l'impressione che ci abbiano messo un po' d'anima in questo disco. Oltre al nome intendo. No perchè, ecco, già che io sono ateo...

  • Nicola  Ti devo dire che al primo ascolto ho avuto la tua stessa impressione, e i porco di qua e porco di là la critica e porco di su e porco di giù, però all'ascolto ripetuto mi sto intrippando. Cioè, l'ho sentito la prima volta per curiosità, la seconda volta bestemmiando, la terza volta domandandomi perchè se non mi piaceva lo stavo rimettendo per la terza volta, la quarta volta canticchiando come un pazzo 
    Comunque Get Lucky ha Nile Rodgers degli Chic, che è Re Mida da 40 fottuti anni 

  • Ivan  (mi riservo di approfondire i vari commenti successivamente al secondo ascolto)

  • Nicola Se la spacchiano assai comunque 

  • Ivan  nemmeno il secondo ascolto sono certo mi indurrà a smentire quest'ultima tua deliziosa affermazione. Però dobbiamo spiegare cosa significa "spacchiare": fare triaca. Aspè aspè, ecco "Get Lucky"...

  • Nicola i due pezzi con Pharrell Williams e Nile Rodgers comunque hanno una marcia diversa (Get Lucky e Lose Yourself to Dance), altri pezzi a tratti invece sembrano il funkettone che c'era nel Benny Hill Show negli anni 80, con donne esageratamente fighe che danzavano vestite in maniera improbabile

  • Ivan  Lose Yourself to Dance, parliamone brevemente. Sicuramente ha una marcia in più, certo; sicuramente ha un po' più di vena di altri pezzi sinceramente esangui; sicuramente te le fa sobbalzare un tantino le chiappe

  • Ivan  però, troiaccia, non mi scandalizzerebbe trovarla dentro un album di Justin Timberlake. Ho fatto opera di profanazione? Nile Rodgers, certo, è un re mida, ma come ho detto ieri a un mio amico: "la merda, anche se la impani nello zucchero, sempre merda rimane". Non che quest'album puzzi, per carità. E poi ancora devo ascoltarlo meglio.

    www.youtube.com
    Music video by Justin Timberlake performing Rock Your Body. (C) 2002 Zomba Recording LLC

  • Nicola  Devo dire vergognandomi molto che non mi dispiace Justin 
    Sì, comunque ad un ascolto superficiale ci sta il paragone. Ad un ascolto approfondito (alcuni pezzi) ti rendi conto che hanno una costruzione più sofisticata, e melodicamente ti perforano il cranio

  • Ivan  infatti mi riservo di approfondire dopo il secondo ascolto. (E a me che piace Rihanna allora?)

  • Nicola  Anche a me piace Rihanna, ma applicando una profonda massima di Antonio Albanese: "ti amo, ma girati"

  • Nicola Comunque è fondamentale sentire sti pezzi con qualcosa che ti faccia sentire il basso, con gli speaker del mio computer per esempio parunu pezzi divessi

  • Ivan ah cettu cettu, ca iù sugnu cu na cassa sula quasi quasi. Appena arrivu a casa mi 'scutu megghiu. Comunque, ritornando a Rihanna, anche se non si gira va bene lo stesso va! Sono su "Beyond" adesso: meh, ecco l'intro che non ti aspetti. Interessante...vediamo un po'...(da non sottovalutare che nel frattempo compilo preventivi, emetto fatture e mando a fare in culo gli operatori di call center che si ostinano a interrompermi l'ascolto per vendermi delle tariffe telefoniche tutto compreso. Annammazzari!)

  • Ivan  Qualche anno fa ad Acireale aprì un pub molto carino, pieno di libri da consultare e quadri di giovani autori catanesi da ammirare lungo le pareti. Lo ZEROSESSANTANOVE. La musica, in sottofondo, non era mai cattiva e spesso organizzavano serate jazz di tutto rispetto. Ecco che mi immagino là dentro in questo momento, Capitan Morgan in una mano e libro di versi di Boris Vian nell'altra. "Motherboard" sarebbe il sottofondo perfetto. Intensa altalena di suoni ariosi e atmosfere liquide, variegata nell'insieme ma riconoscibile a se stessa, coerente. Questo pezzo è il primo degno di nota, per quel che mi riguarda (e per quel che riguarda il mio primo ascolto). Ovviamente lo ZEROSESSANTANOVE è fallito. Viva il Mantecaaaaaaa!!!

  • Nicola  Vado abbanacher, vado alla trottola, i miei amichi sono in caccere

  • Nicola  Comunque questo è un album che basa tutto sul "suono". E' un'amabile cazzata costruita sostanzialmente su sonorità più che su pezzi. Il lavoro di tributare omaggio a Moroder e alla post-disco fine '70/ inizio anni '80 (il crollo verticale della popolarità avvenne ad inizio '80, con l'arresto di Steve Rubell dello studio 54, ) è stato fatto in maniera egregia. Il lavoro di cavarne qualcosa di valido oltre il tributo per me è riuscito solo parzialmente, con la citata Get Lucky (che è uno di quei pezzi che ricorderanno tutti anche tra 20 anni, dal critico al ragazzetto ignorante) e qualche altro pezzo. In sostanza, me frati, ti debbo regalare delle cuffie per il secondo ascolto 

  • Nicola 

    www.youtube.com
    Giorgio Moroder - Chase © Copyright owner of some or all of the audio content in this video: UMG

  • Ivan  Ok, secondo ascolto effettuato, con delle casse decenti e in assoluto religioso silenzio. “Vabbè, lo ammetto che mi son sbagliato”, il disco nel suo insieme non è niente male, scorre che è una meraviglia, è elegante, ricercato, “colto”. 
    Tuttavia i riferimenti alla disco anni ’70 e al pop anni ’80 restituiscono un non so che di nostalgico che secondo me, più che aggiungere sottrae al disco. Insomma, iù m’arivoddu ca quannu mi taliai “a frevi ro sabbut’a sira”, cu ddu mostru ri John Travolta ca si muveva a tipu ancidda, mi misi a chianciri picchì non nascii no 1970! La discomusic, insomma, era energia allo stato puro, chiazze di sudore sotto le ascelle, palle sbrilluccicose che non finivano mai di girare. Sinceramente mi calau npocu u latti cu stu discu. 
    Ora, voglio dire, mi sembra appropriata la tua osservazione circa la strutturazione dei pezzi più sul suono che sul pezzo in quanto tale (e qui c’è solo da inchinarsi perché ‘sti due francesi conoscono bene il fatto loro). Possiamo dire però che i Daft Punk se la sono spacchiata un po’? Come a dire “ehi, se ancora non l’avete capito noi non siamo DJ!”. E infatti mi sembra che ci sia molto più di suonato che di digitale rispetto ai lavori precedenti.
    Che poi ci siano pezzi degni di tutto il blasone che sta suscitando questo RAM, quello è innegabile. Accanto a “Get Lucky” metterei “Fragments of time” (vuoi vedere che sarà il secondo singolo?) e un pezzo che, merda, perché mi piace così tanto? Sto parlando di “Motherboard”. Una scheda madre conficcata nel cervello; che stia diventando un automa? 

    Poi, che rischi di diventare il disco dell’anno è anche vero, considerando la feccia che negli ultimi tempi si ascolta in giro.

  • Ivan  Esangue.

  • Ivan  (da qualche parte ho letto che "Beyond" sarebbe perfetta per un film porno. Secondo te la Sara Tommasi sarebbe d'accordo? Tanto è stata già inculata dagli alieni, c'è abituata ai caschi e alle navicelle spaziali)

  • Ivan  "Contact": pezzo tirato, gran finale, forse il più DP dell'album. L'avrei messo a metà del disco però.

  • Ivan  non saprei che altro aggiungere, non voglio inoltrarmi nel merito di questioni più tecniche che non riuscirei a padroneggiare. Anche perchè l'elettronica non è un genere che mi piace molto e se negli anni l'ho accettato è stato solo grazie ai Radiohead e a Bjork. Il mio voto? 7.

  • Nicola  Sono molto vicino alla tua opinione, soprattutto riguardo allo spacchiamento. Per dovere di cronaca, aggiungo che la pletora di ospiti fa SENZA DUBBIO parte dello spacchiamento: 
    - Panda Bear (Animal Collective) in Doin' it Right;
    - Moroder in persona che racconta la sua storia in "Giorgio By Moroder" (gli hanno detto di non fare un cazzo di nient'altro tranne parlare! :D);
    - Chilly Gonzales in "Within";
    - Nile Rodgers e Pharrell li ho citati cento volte, e voglio bene ad entrambi adesso molto più di prima;
    - Paul WIlliams nella esanguissima "Touch";
    - Julian Casablancas (leader degli Strokes) in quel delirio di Autotune che è "Instant Crush".
    Quest'album fondamentalmente è stato più un evento che un album. Ha un pregio però: si fa scoprire molto lentamente. Piano, piano, ad ogni ascolto trovi che ti sta piacendo di più. E' stato un lavoro penso molto, molto duro per i due francesi, e credo abbiano ottenuto quello che volevano. Ma, nonostante ciò, non è uno di quei grandi album che ti rimane per la vita. Un buon ascolto da ripescare di tanto in tanto, ma non un capolavoro. Io direi un 7,6 e tutti a casa.

  • Nicola Concludo, per parte mia, con una figata 

  • Ivan  Ahahaha! Bella! Ahahaha...aspetta aspetta, quindi mi vuoi dire che abbiamo scritto la nostra prima recensione together?

  • Nicola YEssa!!! 

    • Nicola 

      Mai più senza: Get Lucky, i condom brandizzati Daft Punk realizzati dalla Durex.

    • Nicola Ma dio cristo

    • Ivan  quale motivo mi ha spinto ad accendere il pc a quest'ora della notte? Insonnia? Spacinnamento? Afa? Ufo? Quale motivo di merda, eh? Lo sai che non avrei mai dovuto, lo sai tu, giusto? Io non avrei dovuto saperlo questa notte; magari domani, nel corso della messa nella chiesa qui accanto dove si festeggia il santo patrono. Sai che bestemmione! Ma adesso contro chi bestemmio? Contro i barbaggianni?

Nessun commento:

Posta un commento

Powered By Blogger

What's New